lunedì 21 gennaio 2008

27 GENNAIO 2008 Giorno della memoria


Il centro studi Milani quest'anno dedica il giorno della memoria ai nostri concittadini civili uccisi dai tedeschi nel giugno del 1944. Vorremmo togliere dalla ripetitività rituale delle commemorazioni questi fatti ragionandoci un po' su e verificare quanto ne sappiamo. Sarebbe molto positivo se qualcuno approfittasse dell'occasione per esporre qualche dato o testimonianza nuova che aiuti a conoscere meglio quegli oscuri eventi.
L'appuntamento è per domenica 27 gennaio alle 16 presso il nostro Comune.
Luca Pallocchini

2 commenti:

Nadia ha detto...

« Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi. »

è tratto da SE QUESTO E' UN UOMO , di Primo Levi. Una lettura che mi manca e che credo debba al più presto fare,

paolo ha detto...

Ricordo che quando per la prima volta lessi questa poesia a scuola, il finale fu un colpo secco e tagliente. Andava dritto a toccare l'acerba e intorpidita coscienza dell'adolescente che sa ancora poco e male. La professoressa ci seppe spiegare bene il valore di quei versi terribilmente tragici e belli, talmente tragici e belli che per molto tempo si preferì toglierli.
Il senso della "memoria", cui si riferisce la Giornata che da qualche anno si celebra, è racchiuso tutto lì, in questo invito disperato a "meditare", "considerare", scolpire nel cuore", "ripetere". Fra non molto tempo i testimoni diretti di quell'orrenda infamia non ci saranno più, e con loro non ci sarà quella bellezza tragica e terribile che può esprimere solo la "memoria" di chi ha vissuto qull'abominio. Sapremo in qualche modo raccoglierla e "ripeterla"?