giovedì 15 marzo 2012

Il PD SUL PROGETTO DI PARCHEGGIO MULTIPIANO


Come i cittadini filottranesi ben sapranno il progetto del parcheggio multi-piano interrato sotto i giardini pubblici di Filottrano, tanto decantato dalla lista Coppari, in questo momento è fermo. L’ufficio tecnico ha infatti respinto unica l’offerta giunta per il bando di assegnazione (prot. 358 del 11/01/2012).

Si apre la possibilità di far cambiare idea all’amministrazione sul progetto di parcheggio – commenta Gianfranco Giretti Consigliere Progetto Filottrano – Il nostro gruppo si è sempre battuto contro la realizzazione di quest’opera sin dai primi rumors che davano come imminente l’inizio dell’iter amministrativo. Lo dimostrano le interpellanze e mozioni di ritiro del bando presentate in tempi non sospetti. Continuiamo a sostenere infatti che quest’opera sia uno sbaglio: per un discorso di sostenibilità finanziaria in primis, senza contare l'infelice  posizione di un possibile ingresso/uscita di un parcheggio in quel luogo, siamo in una delle zone più trafficate del paese! E poi non si riqualifica di certo un’area verde costruendoci sotto un parcheggio multipiano. Non dimentichiamo infine – conclude Giretti – che per portare le persone in centro non è necessario portarci anche le automobili”.


La nostra idea di viabilità e di parcheggi è completamente differente da quella dell’Amministrazione – commenta Juri Barboni coordinatore del PD Filottrano – Nel nostro programma elettorale abbiamo presentato nero su bianco il progetto di un parcheggio in piazzale Martiri di via Fani, dove, ben concepito, potrebbe avere anche un forte valore estetico e riqualificare realmente un’area che, di fatto, oggi non è altro che un “buco”. Sarebbe sufficientemente lontano dal centro per l’ingresso/uscita auto e comunque vicino per quello pedonale. Costerebbe decisamente meno di quello ai giardini e, pur con qualche difficoltà, avrebbe molte più possibilità di sostenersi finanziariamente ed economicamente. Potrebbe facilmente servire la zona dell’ospedale, che noi auspichiamo si trasformi in casa della salute. Infine – continua Barboni – per il piano in via Vittorio Veneto noi pensiamo ad una vera ristrutturazione urbana per creare un luogo vivibile e che possa offrire servizi. Speriamo quindi in un cambiamento di rotta da parte dell’Amministrazione, anche perché pensiamo che la maggior parte della cittadinanza la pensi esattamente come noi: il parcheggio interrato ai giardini non si deve fare!.

giovedì 8 marzo 2012

Il futuro è rosa!

Per le questo 8 Marzo vi pubblichiamo l'articolo scritto dal coordinatore Juri Barboni, sull'ultimo  Parliamo Di, stampato a dicembre.

Vogliamo cogliere l'occasione anche per fare gli auguri alle famiglie dei nostri iscritti che in questi ultimi mesi si sono allargate con l'arrivo di nuove nate. Un augurio alla piccola Alice, a Nicole e a Melissa che aspettiamo tra poche settimane.

Il nuovo governo ha solo pochi mesi di vita, ma è già molto diverso da quello precedente. La prima grande distanza che emerge riguarda le donne. Già, perché se la storia è fatta di uomini in primo piano e di donne al loro seguito, in questo caso la realtà è differente. No,non siamo ancora arrivati ad avere un presidente del consiglio donna, ma qualcosa si è fatto. Siamo nel 2012 e finalmente anche il ministero della Giustizia e il ministero degli Interni puė essere guidato da una donna. A livello simbolico è un grande passo rispetto ad una questione di genere che non si è mai risolta. Sì, è vero, esistono le pari opportunità ma che poi in pratica si risolvono in azioni abbastanza effimere o comunque sono piccoli granelli di sale in un mare di uomini. Uomini al potere, uomini che hanno privilegi da “casta”. Eppure il vero motore del mondo è donna, non solo nel simbolo della gravidanza e quindi della possibilità di dare la vita, ma anche nella gestione del quotidiano e nei grandi cambiamenti storici. Essere una donna comporta scelte ancora oggi molto importanti, prese di posizione che a noi uomini non è dato sapere. Non solo per una questione di sensibilità diversa o di sesto senso che a noi non appartiene, ma soprattutto per ostacoli che gli uomini non incontreranno mai. Anche nella vita del piccolo paese, come Filottrano, la questione di genere non può essere sottovalutata. Forse qualcuno sbarrerà gli occhi pensando a questo, ma i problemi ci sono e molto si potrebbe fare per migliorare la vita di tanti. Qualche esempio? I costi e le disponibilità dell’asilo nido che pongono spesso le donne di fronte ad un interrogativo: smettere di lavorare o sostenere un retta spesso esosa, non tutti infatti hanno la fortuna di avere i nonni a casa. Oppure pensiamo alle donne immigrate e agli inesistenti, o quasi, momenti di integrazione che sono stati creati per avere una società più coesa, dimenti. è proprio la donna ad occuparsi di questo meraviglioso incarico. Oppure pensiamo alle future mamme filottranesi che per fare il corso pre-parto devono andare a Jesi o che si trovano anche di fronte a difficoltà logistiche, come parcheggiare in centro; magari basterebbero dei parcheggi rosa in cui esporre il tesserino che rilascia l’asur quando si è incinta per certificare la gestazione e qualche passo di civiltà lo
faremo anche noi. Piccoli gesti possono dimostrare che in realtą non dobbiamo mirare alla paritą dei diritti, perché quella è già sancita dalla nostra Costituzione, ciė che dobbiamo comprendere è che la
diversità anch’essa è un diritto. Avere gli stessi diritti e gli stessi doveri non basta per permettere alle donne di poter “gareggiare”, se cosď si puė dire, con gli uomini. Il genere, maschio e femminina, esiste, ed è una peculiarità che nella sfera della persona deve essere rispettata ma soprattutto valorizzata. Se da un lato è certo che le donne sono ancora costrette a lottare il doppio per avere ciė che hanno gli uomini, non dobbiamo dimenticare che il nostro territorio è la casa della Vergara, colei che porta la verga, cioè il simbolo del potere. Le nostre donne filottranesi e dintorni hanno sempre dominato nelle grandi case in una cultura mezzadrile. Si parla poco delle donne ed è altrettanto vero che le donne parlano poco, o meglio, parlano poco della loro situazione sociale, ma questo non è un indice di mancanza di problema. Guardando il nuovo governo sembra che il futuro sia più roseo, perché senza bisogno di quote, senza necessità di leggi che le tutelino, ci sono delle donne al potere che sono entrate nella storia della Repubblica, gią per il solo incarico che tengono.
Filottrano ha avuto i suoi sindaci donna, sia di destra che di sinistra, anche molti assessori sono stati e sono donne; il massimo sarebbe dare loro la possibilità di esprimere tutto il loro potenziale.

di Juri Barboni

venerdì 17 febbraio 2012

Convegno architettura e natura


Anche quest'anno il nostro circolo aderisce a Mi illumino di meno, l'inizativa promossa da Caterpillar dedicata al risparmio energetico. Causa neve, il nostro evento è stato spostato al prossimo venerdì 24 febbraio.
Quest'anno parleremo di  architettura e natura con l'architetto Lorena Luccioni.

Vi aspettiamo. 
Palazzo Accorretti, venerdì 24 febbraio 2012
ore 21,15.

venerdì 27 gennaio 2012


Lettera di Pier Luigi Bersani all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

La Giornata della Memoria è un momento di riflessione su una delle vicende più drammatiche della storia umana. Il ricordo della Shoah era indispensabile ieri, ma lo è ancora di più oggi. Ci spinge a cercare di comprendere per quale via, e seguendo quali aberrazioni dell'animo umano, sia stato possibile arrivare all'abisso, e come evitare che la storia non si ripeta. 

Il nazionalismo, il disprezzo che genera l'intolleranza, il populismo, l'ignoranza, il razzismo, furono le cause prime che attraverso un lento scivolamento delle coscienze portarono allo sterminio programmato e di massa di milioni di uomini e donne, anziani e bambini. Esseri umani inermi, vittime di un odio cieco, che non ha limiti, che non si ferma e non riconosce l'umanità in chi è altro da sé.
Proprio la memoria di ciò che è stato deve metterci in guardia di fronte al riemergere di sentimenti di paura dell'altro, di intolleranza, di xenofobia, di razzismo, di antisemitismo, semi amari capaci di far nascere cattivi frutti. Le cronache drammatiche di questi mesi testimoniano del pericolo che incombe sulla nostra comunità nazionale e, più in generale, sull'Europa.
Mi riferisco, in particolare, alla strage di Utoya e a ciò che è accaduto di recente in Italia, a Firenze, con l'uccisione dei nostri fratelli senegalesi Samb Modou e Diop Mor. Due storie violente ed atroci che hanno in comune l'odio per lo straniero e per chi ha idee diverse dalle proprie; idee considerate inaccettabili se diffondono sentimenti di pace, solidarietà e uguaglianza e se sono sostenute da giovani con forti convincimenti politici ed ideali.
Nessun paese può considerarsi al riparo dall'orrore. Dobbiamo dire con chiarezza che i ripiegamenti difensivi e di chiusura, che pure ci sono, non mettono al riparo nessuna comunità dai cambiamenti imposti dalla globalizzazione e dalla crisi di sistema che investe l'Occidente. Dobbiamo dire con forza che chi è chiamato a ricoprire una responsabilità deve preoccuparsi di non alimentare le paure e gli istinti più retrivi dell'animo umano, deve sentire l'urgenza di unire le persone e non di dividerle favorendo la comprensione reciproca. E' un dovere morale testimoniare ciò che è stato affinché le nuove generazioni siano avvertite che quanto accaduto con la storia tragica della Shoah non debba mai più ripetersi.
Dobbiamo educare i nostri ragazzi a diventare cittadini responsabili di fronte alla vita di ogni persona e a riconoscerne la piena dignità umana, senza differenze di razza o di religione e, più di ogni altra cosa, senza coltivare l'odio. La nostra bellissima Costituzione, nata dalla dolorosa esperienza del fascismo, della guerra e della lotta di liberazione, lo dice con una semplicità e una chiarezza cristallina all'articolo tre: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Dunque devi rispettare il bianco e il nero, l'uomo e la donna, il vecchio e il giovane, e in ugual modo devi rispettare chi è di destra e chi è di sinistra, perché una politica che si alimenta di odio non è politica. Dobbiamo insegnare ai giovani a difendere i propri convincimenti profondi con forza e determinazione, ma non al punto da odiare chi la pensa in maniera diversa. 
Io credo che sia questo il significato più giusto per celebrare con spirito positivo la Giornata della memoria: ricordare la persecuzione e lo sterminio del popolo ebraico e di tutti coloro, militari, civili e politici, che furono deportati nei campi di sterminio nazisti, affinché il loro sacrificio non sia consegnato all'oblio, e riflettere sul valore della dignità e del rispetto dei diritti di ogni essere umano. Mai più, è stato detto e ognuno, per la propria parte, deve fare in modo che mai più sia.

giovedì 26 gennaio 2012

Grillo è solo l’aperitivo. Chi si mangerà il cadavere della Lega?

Vi riportiamo questo articolo pubblicato su Micro Mega.


di Alessandro Robecchi
Un po’ superficiali e un po’ inconcludenti, le reazioni all’uscita di Beppe Grillo sulla cittadinanza agli stranieri nati in Italia (quindi non stranieri…). Si oscilla tra lo stupore scandalizzato e il sempiterno “io lo avevo detto”. Tutto bene. Tutto male, invece, che pochi (pochissimi) abbiamo colto la sostanza politica dell’affermazione. Che è questa: la Lega si sta disfacendo (era ora!), e Grillo – con perfetto cinismo politicante – apre ufficialmente la corsa all’aggiudicazione delle spoglie del povero cadavere padano, sperando di mangiarsene un pezzettino.

La lenta (e si spera molto dolorosa) dissoluzione di quello che è il più “antico” partito del Parlamento italiano è evidente. Una leadership ormai bolsa (da un pezzo) che tenta di riproporre il vecchio trucchetto del carisma che non funziona più, tentata da soluzioni familiste e nepotiste (il Trota, il cerchio magico…) per la sua successione. Riti vecchi e ridicoli (erano ridicoli anche prima, ma ora di più). Un’opposizione interna che si presenta come alternativa, ma che non ha idee alternative (Maroni). Alcuni personalismi degni della vecchia Dc (Zaia, Cota). Una base spaccata che litiga ai congressi e che viene zittita dal vertice sempre più faticosamente. Alcune questioni “collaterali” usate per la battaglia interna (i soldi investiti in Tanzania, ahahah!). Alcune proposte piuttosto pittoresche che non fanno che mostrare la crisi irreversibile (Silvio: molla Monti sennò io mollo Formigoni, sai che scambio! Potremmo perfino guadagnarci…). In più, ed è l’argomento decisivo, il fatto di non aver portato a casa niente di quanto promesso in anni e anni di deliri (il federalismo? E dov’è? La secessione? Fuffa. Padroni a casa nostra? Altra fuffa… Meno tasse? Fuffissima. Le ordinanze creative dei sindaci – quello era Maroni, qualcuno ricorda? – mandate a cagare dalla Cassazione insieme a un bel pezzo del Pacchetto Sicurezza… ). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un partito allo sbando che verrà mangiato da chi saprà mangiarselo.

Dunque, la mossa di Grillo non è che un prevedibilissimo atto di sciacallaggio politico, una furbatina facile facile, Altafini direbbe che nel manuale della politica (amici!) sta a pagina tre. Ma ora che Grillo si è messo il tovagliolo al collo nella speranza di spiluccare qualche resto della Lega declinante e di prendere sotto le sue ali vaffanculesche un po’ di professionisti del vaffanculo (intesi come elettori), è chiaro che la partita è solo all’inizio. Chi saprà infilarsi nel vuoto che si crea al Nord per l’eutanasia di una forza politica tutta chiacchiere e distintivo? E non si tratta solo di voti (milioni di voti, peraltro), ma di seggiole e poltrone, consigli di amministrazione, fondazioni bancarie, enti, gettoni di presenza, potere spicciolo e meno spicciolo. Insomma, le spoglie della Lega sono un boccone ambito. Non è detto che il PdL (parlandone da vivo) sia per forza favorito nel banchetto. Ci sono anche i famosi cattolici (le radici cristiane eccetera eccetera…) e, non mi stupirei più di tanto, il Pd, specie nel campo delle politiche locali.

Dunque, la risibile uscita di Grillo – considerare la trasformazione di un milione di italiani di fatto in italiani a tutti gli effetti come un modo per “distrarre gli italiani” (sic) – potrebbe essere solo un primo segnale. Altri ne verranno. E credo che sempre più spesso, da qui alle elezioni politiche, sentiremo esternazioni di quel tipo, strizzatine d’occhio agli xenofobi, ossi tirati ai cani padani, aperture alle istanze più retrive dell’(ex) elettorato leghista. Insomma, il grande corteggiamento ha inizio e aspettarsi il peggio è sempre buona norma. Una volta si diceva "vigilanza, compagni!". Beh, potrebbe essere il momento di ricominciare.

(26 gennaio 2012)

giovedì 19 gennaio 2012

inizia il tesseramento 2012

Inizia il tesseramento 2012: 
se vuoi entare a far parte del nostro circolo mandaci una mail pdfilottrano@libero.it

sabato 24 dicembre 2011

REGALO AVVELENATO!?


E' arrivato un regalo di Natale dal nostro Comune! Si slancia nel cielo .... ma a parte gli scherzi qualcuno sa a che cosa serve? E' un emettitore di onde elettromagnetiche? Se lo fosse è legittimo che sia stato installato lì? E' urgente sapere qualcosa, abito nel centro storico e vorrei conoscere cosa gira nell'aria!
Luca

venerdì 23 dicembre 2011

Auguri


Il Nostro circolo vi augura di trascorrere Buone Feste con chi più amate.


Buon Natale

giovedì 15 dicembre 2011

CONSIGLIO COMUNALE 20 DICEMBRE 2011

è convocato il CONSIGLIO COMUNALE per martedì 20 dicembre
con il seguente ordine del giorno

per leggere l'Ordine del Giorno completo clicca sull'immagine qui sotto

mercoledì 30 novembre 2011




Il Circolo di Filottrano
organizza un grande

PRANZO DEMOCRATICO

DOMENICA 4 DICEMBRE ore 12.30
presso il ristorante LA FOGLIA D’ORO
di SANTA MARIA NUOVA
quota di partecipazione 25 €

AL PRANZO VERRANNO ASSEGNATI
I 5 PREMI DELLA LOTTERIA NATALIZIA

PARTECIPA ANCHE TU!
ACQUISTA UN BIGLIETTO A SOLO 1,00 euro