giovedì 24 giugno 2010

martedì 15 giugno 2010

Manifestazione nazionale sabato 19 Giugno

Sabato 19 Giugno è indetta una manifestazione nazionale al Palalottomatica a Roma per dire NO a questa manovra finanziaria. In tale occasione saranno presentate anche le proposte del Partito Democratico.

Se anche tu vuoi partecipare puoi scriverci all'indirizzo mail pdfilottrano@libero.it o chiamare al numero 333/8718982.

Ti aspettiamo!

venerdì 4 giugno 2010

Annullata la gita al museo F.lli Cervi + Fossoli

E' con dispiacere che dobbiamo comunicarvi l'annullamento della gita al museo F.lli Cervi e Fossoli. 

Il 19 Giugno infatti è stata indetta un'importante manifestazione nazionale contro la manovra finanziaria del governo (seguirà a breve un post).
Ci scusiamo con i partecipanti.

martedì 1 giugno 2010

Festa della Repubblica




















Di seguito riportiamo il messaggio del Presidente Napolitano per la Festa della Repubblica.

"L'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta"

"Un augurio affettuoso a quanti vivono e operano nel nostro paese per la festa che celebriamo insieme : festa dell'Italia che si unì e si fece Stato 150 anni orsono, festa della Repubblica che il popolo scelse liberamente il 2 giugno 1946". Inizia così il videomessaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la Festa della Repubblica.
"In questo momento, sentirsi nazione unita e solidale, sentirsi italiani, significa - ha aggiunto il Presidente Napolitano - riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro".
"Parlo dei problemi del lavoro e della vita quotidiana, dell'economia e della giustizia sociale. Stiamo attraversando, nel mondo e in particolar modo in Europa, una crisi difficile : occorre dunque un grande sforzo, fatto anche di sacrifici, per aprire all'Italia una prospettiva di sviluppo più sicuro e più forte. Per crescere di più e meglio, assicurando maggiore benessere a quanti sono rimasti più indietro, l'Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud. Si deve, guardando ai giovani, promuovere una migliore educazione e formazione, fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica, elevare la produttività del nostro sistema economico : solo così si potrà creare nuova e buona occupazione".
"Il confronto tra le opposte parti politiche deve concorrere al raggiungimento di questi risultati, e non produrre solo conflitto, soltanto scontro fine a sé stesso.
"Si discutano in questo spirito - ha sottolineato il Capo dello Stato - le decisioni che sono all'ordine del giorno; si scelga in questo spirito - nel Parlamento, nelle istituzioni regionali e locali e nella società - tra le diverse proposte che si dovranno liberamente esprimere"."Ci accomuni - ha concluso il Presidente Napolitano - un forte senso delle responsabilità cui fare fronte perché l'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta e si dimostri capace di dare il suo contributo alla causa della pace e della giustizia nel mondo.
Buon 2 giugno a tutti".

Giorgio Napolitano

giovedì 27 maggio 2010

La politica diversamente abile parte 2^

Pubblichiamo ulteriori considerazioni del Sig. Luciano Bornaroni in risposta ai commenti dell'articolo: http://pdfilottrano.blogspot.com/2010/02/la-politica-diversamente-abile.html.


Luciano Bornaroni Brugnetto (Ancona)


OGGETTO: Proposte operative per una corretta politica a favore degli invalidi - Risposta ad aluni interventi comparsi sui "blog"

Mi chiamo Luciano Bornaroni, sono un invalido civile da sempre impegnato a rivendicare i diritti della nostra categoria, cercando di sollecitare a questo riguardo l'attenzione dei politici e degli amministratori. Sono sempre stato un sostenitore del centro- sinistra, a partire dal 1972 quando i miei punti di riferimento erano Benigno Zaccagnini e Aldo Moro. Da allora, mi sono battuto a favore delle esigenze degli invalidi, ma sempre facendo attenzione affinché questa mia battaglia non assumesse contorni politici. Era infatti soprattutto una battaglia di civiltà. A questo tendeva anche la lettera che nei mesi scorsi ho spedito alle massime autorità dello Stato, ho messo in circolazione sui canali informatici ed ho trasmesso agli organi di stampa, che se ne sono occupati con più articoli.
Quella lettera, nella quale proponevo alcune misure a favore dei diversamente abili, ad esempio per garantire loro posti di lavoro, o determinate agevolazioni, l'avevo preparata sin dall'ottobre del 2008, quindi in un periodo molto lontano dalla campagna elettorale che si è conclusa nelle scorse settimane.
Sono perciò rimasto stupito ed amareggiato constatando che, proprio in occasione delle trascorse elezioni, qualcuno 'ha travisato il suo contenuto e lo ha strumentalizzato.
Ribadisco allora in modo chiaro che il mio intervento esulava dalla politica. Era nato quando, ascoltando -durante il programma "Porta a Porta" di Bruno Vespa- il Presidente del Consiglio Berlusconi avevo notato come ad alcuni problemi -a partire proprio dal lavoro dei disabili, per arrivare ad altri temi molto diversi, come quello della riforma carceraria- si faceva difficoltà a dare risposte.
Niente di meglio allora, ho pensato, che sia proprio un invalido a rispondere e a proporre soluzioni. Così ho fatto. Ho scritto la lettera e ho iniziato a farla circolare, convinto che alcune delle iniziative che ho suggerito possano essere messe concretamente in pratica.
Poi sono cominciate ad apparire le risposte sui "bloq". Ringrazio quelli che hanno accolto favorevolmente le mie tesi. Ho preso atto anche di quanti erano contrari a quello che suggerivo, m'a non ,posso accettare che una persona intervenga su un "blog" e non si firmi con nome e cognome. Non ci si deve vergognare delle proprie idee, e se si partecipa a un dibattito bisogna avere il coraggio di farlo a viso aperto, senza nascondersi dietro l'anomimato.
Nelle mie battaglie io ho sempre messola faccia, qualcun altro invece lancia il sasso e nasconde la mano. Mi sembra un gesto di vigliaccheria. Tanto più grave se lo si commette parlando di una categoria, gli invalidi, che da tanti anni, e per tante questioni, chiedono inutilmente giustizia.
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(Luciano Bornaroni)